SANTA FORTUNATA: UNO DEI TESORI NASCOSTI DI SUTRI

Aggiornamento: 6 nov


Da qualche tempo il Gruppo Roma del Corpo di San Lazzaro ha deciso di dare la priorità a progetti sul territorio atti a rivalorizzare quei siti storici che altrimenti andrebbero perduti.

Dopotutto tornando alle finalità del nostro Statuto, oltre alla Protezione Civile che si realizza con la prevenzione ed il soccorso agli escursionisti, il nostro ente è interamente rivolto alla "Tutela della memoria storica ed archeologica".

Dopo aver consultato gli organi competenti della soprintendenza archeologica e l'amministrazione comunale, siamo riusciti a realizzare con soddisfazione la prima ripulitura di questa stagione.


Se da una parte lo stato di abbandono di questa preziosa porzione della nostra storia ha celato tanta bellezza con una folta vegetazione resa rigogliosa dagli anni, (sembra che alcuni Sutrini non abbiano memoria del sito), dall'altro gli enti preposti hanno concesso le autorizzazioni a procedere in tempi molto brevi, mettendoci in condizione di rioffrire al territorio quella che è considerata la più antica chiesa della città di Sutri: "Santa Fortunata".

Il luogo sacro sorge sul costone di uno sperone tufaceo lungo il tracciato della Via Francigena che si collega con Monterosi nella tappa 43: da oggi dunque, anche i pellegrini in transito potranno ammirare un pezzo di storia che altresi sarebbe andato perduto.


Nato come necropoli tardo romana (anche se qualche studio lo ipotizza di origine etrusca), questo sito trae la sua potenza mistica dalla raccolte delle acque che fin dall’antichità venivano riconosciute come “sacre” e benefiche: si perde nelle pieghe della storia la leggenda secondo cui le donne prive di latte venivano a bagnarsi i seni in questa fonte, bevendone poi l’acqua miracolosa. Come sempre quando si parla di “ acque Sacre miracolose” si aprono le più disparate teorie: la speranza è che il riportare alla fruibilità antichi siti abbandonati stimoli la passione e la curiosità per nuove ricerche e scavi di approfondimento.

Attraverso la pulizia dalle sterpaglie il sito ha ripreso la sua fisionomia: sono riemerse mura di contenimento e nuovi canaline dedite alla raccolta delle acque. Non abbiamo potuto lavorare a maggiore profondità perché i permessi concessi non consentivano qualsiasi forma di scavo ma solamente la pulizia superficiale.


Grazie alla professionalità e all'esperienza del nostro archeologo Dott. Michele Damiani, abbiamo avuto l'opportunità di far riemergere un pezzo di storia del nostro territorio in completa sicurezza, sia per gli operatori in loco che per la struttura stessa dell'edificio che non deve essere toccata senza una preparazione sulle procedure e le modalità di approccio.

Ripulire un sito storico da erbe infestanti infatti non significa decespugliare e togliere tutto quello che lo nasconde: è estremamente importante riconoscere ciò che può essere toccato e quello che invece va lasciato in posa proprio per preservarne la solidità della struttura.


E’ una grande emozione vedere come un idea divenga progetto e questo a sua volta realtà” sono state le parole dell’Assessore al Turismo ed alla Cultura della citta di Sutri Claudia Mercuri, braccio destro del Sindaco On. Vittorio Sgarbi che ha per primo abbracciato il progetto approvando la il nostro programma.

Un ringraziamento va al funzionario territorialmente competente della Soprintendenza, Dott. Daniele Maras, più volte mostratosi sensibile a queste piccole ma iportanti azioni di recupero.


Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza l'opera dei giardinieri comunali Simone e Alfredo che, con tanta pazienza hanno fatto il lavoro più faticoso, affiancati dagli infaticabili operatori volontari del Corpo di San Lazzaro, armati del solo amore per il territorio e la sua storia.