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MONTEROSI ACCOGLIE IL CORPO DI SAN LAZZARO

Aggiornato il: apr 13


Il Gruppo di Roma del Corpo Italiano di San Lazzaro si arricchisce della collaborazione del Comune di Monterosi, un territorio per troppo tempo sottovalutato dall’interesse turistico delle migliaia di escursionisti e pellegrini che da Sutri si accingono a giungere alla Capitale. Infatti la sua posizione strategica (con una visuale che spazia dal Monte Soratte a Rocca Romana sul Lago di Bracciano e posto all’inizio della depressione geologica che conduce fino a Roma) ed un ameno laghetto di origine vulcanica (e non artificiale come alcuni ancora oggi credono), resero questo luogo protagonista della storia.


Leggiamo infatti dal sito “Italpedia”: Abitata dai falisci, fu denominata in epoca romana ROSSOLUM e rappresentò un punto di sosta lungo il tracciato della via Cassia; comunque, la prima menzione dell’attuale abitato risale al 1081, in un documento con il quale papa Gregorio VII lo assegnava all’abbazia di Sant’Anastasio. Durante tutto il Medioevo fece parte dei possedimenti di questo monastero, con l’eccezione di alcuni periodi in cui appartenne ad alcune illustri famiglie, come quelle degli Anguillara, degli Orsini e dei Prefetti di Vico; nel Duecento Federico II di Svevia, in lotta contro papa Innocenzo IV, fece costruire un castello sul Monte della Torre, la collina che domina l’abitato. Rappresentando un punto di passaggio obbligato per chi scendeva verso Roma e per chi tornava dalla capitale, nel corso dei secoli fu teatro di importanti avvenimenti: nel 1155 Federico I Barbarossa, che voleva essere riconosciuto imperatore, vi incontrò papa Adriano IV –non avendo aiutato il pontefice a scendere da cavallo, la sua richiesta venne momentaneamente respinta–; nel 1649 i sicari dei Farnese vi assassinarono il vescovo che papa Innocenzo X aveva assegnato alla diocesi di Castro –in seguito a tale evento il pontefice fece radere al suolo la capitale del ducato farnesiano–. Il toponimo è un evidente composto di “monte”; il secondo elemento deriva verosimilmente dal latino ROSA. Degni di nota sono il palazzo cardinalizio fatto costruire nel Cinquecento dal cardinale Alessandro Farnese, nipote di papa Paolo III, la parrocchiale di Santa Croce, eretta nel Seicento, e la cinquecentesca chiesa di San Giuseppe, con due torri campanarie sormontate da caratteristiche cupole di forma orientaleggiante; lungo il tracciato della vecchia via Cassia si trova inoltre il sacrario dei Caduti, che commemora, tra l’altro, il sacrificio, nel 1943, dell’ufficiale Ettore Rosso e dei suoi soldati, nel tentativo, riuscito, di bloccare l’avanzata di una colonna tedesca”.

Venerdì 9 Aprile il Corpo Italiano di San Lazzaro, rappresentato dal capogruppo Germano Assumma, alla presenza del Consigliere Gino Mascagna (su mandato del Sindaco, Dott. Sandro Giglietti) ha firmato un protocollo di intesa che inserisce Monterosi tra i territori monitorati per la pregevole sentieristica e per il tratto di competenza della Via Francigena.

L’amministrazione comunale si sta infatti dimostrando molto sensibile alla rivalutazione turistica del territorio: l’attenzione rivolta al tratto di Francigena è ora di primaria importanza e di recente anche la sentieristica locale ha giovato di un totale rinnovamento che ha visto la sistemazione dei punti di accesso al Lago omonimo ed il tracciamento di un nuovo itinerario che da Monterosi conduce fino a Trevignano, alla cui realizzazione stanno partecipando i Guardiaparco del Parco di Bracciano-Martignano.

Come sempre, l’obiettivo principale del Corpo di San Lazzaro è la creazione di un nucleo locale composto da residenti che abbiano la migliore percezione del territorio, delle sue peculiarità e delle sue criticità.